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Dal sonno monofasico, passando per il sonno bifasico, fino al sonno polifasico e i suoi metodi: everyman, dymaxion, uberman

Una panoramica sul sonno polifasico: dai benefici ai rischi

Vorresti più tempo da dedicare alle tue attività, hobby e passioni? Se hai alzato la mano il sonno polifasico potrebbe essere la risposta ed è proprio dei suoi benefici, ma anche dei rischi che voglio parlarti.

Mi piace scoprire nuovi metodi per ottimizzare le performances di tutti i giorni, dove i ritmi frenetici a cui siamo sottoposti di certo non aiutano.

Ecco di cosa parleremo:

A venirci incontro è la scienza: agli inizi del secolo scorso lo psicologo J.S. Szymanski conia il termine sonno polifasico per denotare una tipologia di sonno che si divide in più momenti (fasi) durante la giornata.
Oggi se ne parla sempre più, ma di cosa si tratta? Ti porto a scoprire nuove frontiere del sonno, andiamo!

QUANTI TIPI DI SONNO ESISTONO?

Il buon riposo è molto importante per il benessere psicofisico e mentre dormiamo il nostro corpo compie numerose operazioni fondamentali (insomma… anche il sonno è un’attività!). Lo sapevi già? Allora siamo pronti per approfondire meglio.

Nell’arco della nostra vita cambiamo più volte il ritmo sonno-veglia per rispondere meglio alle esigenze del corpo. In base a come distribuiamo il sonno nelle 24 ore possiamo distinguere tre categorie principali. Vediamole.

Sonno polifasico

Avrai notato che i neonati dormono spesso e a più riprese, arrivando a 16/18 ore giornaliere. Questo è un esempio di sonno polifasico, dove il riposo è distribuito in più momenti durante il giorno (24 ore). Il 50% di queste ore è occupata dalla fase REM, ritenuta cruciale per il benessere psicofisico.

Il sonno nel neonato e nel bambino è molto diverso da quello nell’adulto e se ti stai chiedendo il perché, ne abbiamo parlato nell’articolo Il sonno del bambino: conoscerlo per affrontarlo.

Sonno bifasico

Crescendo le ore di sonno diminuiscono a 10/12 fino ai cinque anni d’età e sono distribuite principalmente in due momenti: la notte e il pomeriggio.

Il pattern sonno-veglia inizia ad avvicinarsi a quello adulto e abbiamo incontrato il sonno bifasico, dove bi (doppio) ci suggerisce questo tipo di divisione.

Sonno monofasico

Poi che succede? Andando avanti le ore di sonno diminuiscono dalle sei alle nove e si concentrano in una sola fase soprattutto di notte. Questo è il sonno monofasico, il più convenzionale e conosciuto in Italia. Anche se durante l’adolescenza (e spesso oltre) la sonnolenza pomeridiana chiama forte dal divano… o se hai un nostro materasso THANK direttamente dal letto, impossibile non cedere! Io la sento spesso, tu?

Infine negli anziani ritorna la necessità del pisolino di metà giornata, che integra un riposo notturno ridotto sia per durata che per qualità. Quindi rieccoci al sonno…? Esatto, bifasico!

Ma quindi, se il sonno polifasico è utile per lo sviluppo del neonato e crescendo viene sostituito dal bifasico e successivamente dal monofasico, perché tornare indietroCerchiamo di capire bene come funziona il sonno polifasico e perché alcune persone lo scelgono.

SONNO POLIFASICO: A OGNUNO IL SUO

Ti stai già immaginando saltellante e sprizzante di energia da un riposino all’altro? Il tempo è nelle tue mani e nessuno ti fermerà? Mi spiace, ma ti serve proprio un pizzicotto per svegliarti e tornare alla realtà!

Uomo che fa un pisolino perché ha un sonno polifasico.

In effetti l’idea è proprio quella appena descritta, ma ci vuole prima di tutto disciplina e costanza per godersi davvero i frutti di questo sonno spezzettato.

Il segreto è di non saltare mai e dico mai un sonnellino e vietarsi sostanze inibitrici del naturale ciclo sonno-veglia, ad esempio caffeina e nicotina.

Sei ancora dell’idea? Conoscere i diversi metodi potrebbe aiutarti a scegliere il sonno polifasico che più ti calza! Non c’è bisogno che impazzisci su internet alla ricerca del metodo perfetto, ci ho pensato io per te, guarda un po’ qui…

Il metodo Uberman

Il metodo più famoso prevede sonnellini di venti minuti ogni quattro ore di veglia, per un totale di due ore di sonno. Quest’applicazione così rigida è valida soprattutto se hai necessità davvero estreme che non ammettono cambi di programma. Diciamo che proverei questo metodo solo se fosse l’unica carta da giocare e fossi pronta a ritmi serratissimi. Come si suol dire: in casi estremi…

Il metodo Everyman o Jederman

Viene spesso citato con l’ Uberman ed è leggermente più softoltre ai sonnellini di venti minuti troviamo una fase più lunga di sonno che varia da un’ora e mezza alle quattro ore. Se scegli questo metodo dormirai da un’ora e mezza a quattro ore e mezza, in base a quanto tempo deciderai di dedicare alla fase di riposo più lunga.

Il metodo Dymaxion

La parola dymaxion significa “massima tensione dinamica” e anche se può sembrarti, non sto parlando di un film di azione e suspense.
Infatti, questo metodo è parente stretto del più famoso Uberman e promette due ore totali di sonno. Rispetto al primo in classifica però, i pisolini sono di 30 minuti ogni sei ore.

SONNO POLIFASICO, RISCHI E BENEFICI

Hai scelto il metodo che fa per te o ne hai confezionato uno su misura? In ogni caso aspetta a stravolgere la tua agenda… hai già valutato rischi e benefici? Ho provato a raggrupparli qui sotto, così abbiamo tutto più chiaro.

Perché sì?

  • Aumento delle ore di veglia rispetto a quelle di riposo durante le 24 ore, senza però alterare la qualità del sonno. Abituandosi a brevi sonnellini il corpo si allena a entrare subito nella fase REM, che oltre a essere la fase che ci fa sentire riposati una volta svegli è la più importante per: la pulizia cerebrale, il rinforzo della memoria a breve e a lungo termine, fissare nozioni apprese durante il giorno.
  • Ci sono diversi metodi per diverse esigenze. Se pensi che il sonno polifasico faccia per te puoi adattarlo alle tue necessità scegliendo tra i metodi appena visti: Uberman, Everyman e Dymaxion… hai trovato quello adatto a te? Ricorda che non dovrai saltare neanche un sonnellino se vuoi davvero sfruttare le potenzialità del sonno polifasico!

Perché no?

  • Prendere il ritmo non è facile e richiede un periodo di adattamento che varia da due settimane a un mese in base alla persona. Come ogni cambio di abitudine la parola d’ordine è perseveranza e magari ci aggiungiamo anche tanta (non saprei dirti esattamente quanta) buona volontà. Ma tenendo a mente l’obiettivo nulla è impossibile, giusto?
  • Conciliare questi ritmi con gli impegni sociali può essere difficile… hai in mente una gita in montagna con gli amici? Appisolarti all’ombra di un faggio all’ora prestabilita è sicuramente una buona idea, forse però è meglio iniziare questa nuova vita quando la mondanità può essere messa un poco da parte.

Mi fa piacere vedere una parità tra pro e contro, ma, ahimè, il sogno di giornate infinite vissute con altrettanta energia sfuma con l’ultima considerazione:

  • Le fasi di sonno eliminate sono preziose per il benessere del nostro organismo. Anche se riconosciamo alla fase REM le funzioni essenziali del riposo, le altre fasi hanno funzioni importanti e specifiche come la rigenerazione dei tessuti, il rinforzo del sistema immunitario e la pulizia delle scorie mentali prodotte durante il giorno. Mica poco, vero?

CHI UTILIZZA IL SONNO POLIFASICO?

Vediamo chi ha fatto e ancora fa del sonno polifasico uno stile di vita e perché. Sicuramente è una scelta particolare che risponde ad uno stile di vita inconsueto e sono sempre curiosa dei motivi che portano ad agire in maniera diversa dall’usuale.

Stravolgere il ritmo circadiano e la propria vita sociale sembra un alto prezzo da pagare, ma a volte il gioco vale la candela, o no? Ti dirò anche la mia opinione a riguardo, ma ora andiamo a conoscere chi la sa lunga sull’argomento. Avranno valutato a dovere rischi e benefici?

Personaggi/geni

Sono numerosi i personaggi, o meglio i geni, che usavano il sonno polifasico per ottimizzare il tempo e compiere grandi imprese: Napoleone Bonaparte, brillante stratega e politico; Nikola Tesla, scienziato, inventore, fisico; Leonardo da Vinci, scultore, anatomista, scienziato.
La lista di nomi è lunga e le loro imprese sono tanto affascinanti quanto ispiranti. Però ricorda che praticare il sonno polifasico non fa di te automaticamente un genio!

Rappre

Animali

Lo sapevi che molti animali dormono polifasico?
Curiosando qua e là ho scoperto che l’argomento sonno è molto studiato anche negli animali. Sicuramente per sete di conoscenza, ma ancora di più per scavare le ragioni del sonno ancora avvolte nel mistero. “Ma come, abbiamo pagine e pagine sul mondo del sonno e ora mi dici che navighiamo nella nebbia?” Be’… proprio così! Sappiamo qualcosa su cosa succede mentre si dorme, ma non il perché sia necessario proprio l’atto in sé di appisolarsi.

Dunque, indagando il sonno degli animali ho scoperto che è funzionale alle caratteristiche dell’animale. Infatti, in base a come si procura il cibo e a quanto tempo passa a mangiare, avrà più o meno tempo e bisogno da dedicare al riposo. Poi la struttura sociale della sua specie e soprattutto la sua vulnerabilità ai predatori fanno si che il sonno non diventi un momento di esposizione al pericolo.
Anche il sonno quindi si rende funzionale al bisogno di sopravvivenza in ogni specie… ebbene la natura ha pensato anche a questo.

Professionisti sempre in prima linea

Ci sono persone che compiono attività che spesso richiedono un’attenzione costante nelle 24 ore. Penso ai navigatori, ai militari e ai neo genitori, che per necessità si ritrovano a riposare spesso, ma brevemente, confrontandosi con situazioni che richiedono lucidità e prontezza… quando la necessità aguzza l’ingegno!

CONCLUSIONI

Sono numerose le opinioni più o meno scientifiche e più o meno a favore del sonno polifasico e molte le esperienze personali che ci raccontano impressioni strettamente soggettive.

Ragazza che fa un breve pisolino perché segue il sonno polifasico.

Dal canto mio, dopo aver cercato e valutato, ho capito che non mi sento affine a questa tipologia di sonno e rimango una fan della siesta pomeridiana. Lo ricordi il divano che chiama? Ecco, con me raramente rimane inascoltato!

Non sottovaluto poi i rischi a lungo termine per la mancanza delle altre fasi non REM. Il sonno polifasico può essere una buona strategia per qualche mese, giusto per raggiungere quell’obiettivo impegnativo che tanto ci preme, ma diversi studi riportano evidenze dannose per l’organismo se questa pratica viene portata avanti a lungo.

Che tu scelga il sonno polifasico, bifasico o monofasico la cosa importante è sentirsi riposati e dormire bene (che siano 20 minuti o 8 ore) e noi di THANK sappiamo bene che la garanzia di un buon sonno è data principalmente dal materasso che ci accoglie… non a caso il nostro lavoro è fare materassi!

Se vuoi approfondire altri aspetti sul mondo del sonno il nostro blog ti riserva chicche utili e approfondimenti.
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