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Finalmente ha superato la regressione del sonno: un bimbo che dorme sereno.

La regressione del sonno: cos’è e consigli per affrontarla

Amarti m’affatica…”, canta Giovanni Lindo Ferretti. Ok, non è proprio questo il senso della canzone, ma ti ritrovi un po’ in questa frase quando il tuo piccolo all’improvviso non dorme più: da settimane si sveglia di continuo e fa fatica ad addormentarsi.

Dormire poco può essere frustrante anche per il genitore, è quindi importante sapere perché il tuo bambino si sta comportando in questo modo per fronteggiare questa situazione nel migliore dei modi.

In mancanza di altri fattori di disturbo, se il bimbo prima dormiva, e improvvisamente non dorme più da diversi giorni, è molto probabile che stia attraversando una fase di regressione del sonno.

Capiamo insieme di cosa si tratta e come affrontarla nel migliore dei modi.

Regressione del sonno: cos’è?

Come introdotto nell’articolo sul sonno del neonato, la regressione del sonno (sleep regression) è un fenomeno comportamentale dei bambini a cui conseguono dei cambiamenti del sonno in termini qualitativi e quantitativi. In pratica, il piccolo si sveglia spesso e dorme di meno.

Quando si manifesta la regressione del sonno?

La regressione del sonno può verificarsi a diverse età. In genere si associa a momenti di sviluppo in cui il bambino sta imparando qualcosa di nuovo e, di conseguenza, anche il suo cervello sta cambiando.

Come si riconosce la regressione?

Innanzitutto, è bene saper distinguere il fenomeno regressivo da semplici eventi occasionali. Infatti la regressione, per essere tale, deve durare almeno un paio di giorni, e può persistere dalle 2 alle 6 settimane. Tuttavia, se dovesse prolungarsi molto, ti consiglio di rivolgerti ad un esperto, perché potrebbe essere influenzata da altri meccanismi.

5 regressioni del sonno: dei 4 mesi, degli 8 mesi, dei 12 mesi, ei 18 mesi, dei 2 anni.

A che età può avvenire la regressione del sonno?

Possiamo riconoscere principalmente 5 regressioni del sonno, tutte associate a degli importanti cambiamenti e tappe evolutive del piccolo.

In particolare, come illustrato in un articolo di gravidanzaonline.it, abbiamo:

  • la regressione dei 4 mesi: il bebè, a differenza di quando è neonato, inizia a distinguere il giorno dalla notte e sviluppa il ritmo circadiano. In questa fase cambia la struttura del suo sonno: ora alterna fasi di sonno profondo a quelle di sonno leggero e per questo si sveglia spesso;
  • la regressione degli 8 mesi: svezzamento, ansia da separazione, gattonamento… insomma, è un periodo ricco di cambiamenti e il bebè fa notevoli progressi nelle abilità motorie. È dunque l’importante sviluppo neurologico a provocare “sconquasso” nei ritmi del sonno;
  • la regressione dei 12 mesi: il bambino di un anno ha ormai conquistato molte capacità. Solitamente in questo periodo adora parlare, muoversi, giocare e, ahimè, fare qualsiasi cosa che non sia dormire! Fortunatamente, però la regressione del sonno dei 12 mesi di solito non dura più di due settimane;
  • la regressione dei 18 mesi: a questa età il bambino corre, inizia a parlare, imita le azioni di mamma e papà (ancora ricordo mio nipote con lo strofinaccio in mano a pulire le impronte sul tavolo e a guardare in controluce). Grande ostacolo alla nanna è il senso di indipendenza che ha sviluppato il piccolo. Tuttavia, i genitori si trovano a fare i conti con la maturità cognitiva del bimbo;
  • la regressione dei 2 anni: ahh, i terrible two, che periodo “meraviglioso”! In questa fase non è raro che i bambini che prima dormivano sereni nel loro lettino inizino a svegliarsi di notte con la pretesa di mettersi a dormire tra mamma e papà (e ci credo, se dormono su un nostro materasso TANHK!), oppure, semplicemente, che non vogliano dormire.
Regressione del sonno dei 4 mesi: il bebè sviluppa il ritmo circadiano e alterna fasi di sonno profondo a fasi di sonno leggero.

Come affrontare la regressione del sonno: 5 consigli

Tutto bellissimo, ma quindi, cosa faccio se mio figlio non dorme più?

Ecco 5 consigli per affrontare la regressione del sonno nei bambini:

  1. instaurare una routine serale: avendo delle abitudini prettamente serali, il bambino riuscirà a capire che è finita la giornata e che è ora di dormire;
  2. riconoscere i segnali del sonno: in questo modo riuscirai a cogliere il momento giusto per farlo addormentare. In base alla mia esperienza capisco che un piccolo ha sonno (ovviamente) quando sbadiglia, quando è particolarmente agitato e ridanciano, quando si fissa guardando il nulla cosmico, quando si sfrega gli occhi o quando si tocca le orecchie;
  3. rendere rilassante la camera in cui si dorme: abbassare o spegnere le luci è già un buon metodo per conciliare il sonno;
  4. far addormentare il bambino quando è assonnato: ma attenzione, meglio non cimentarsi in giochi movimentati cercando di stancarlo. Non è stimolando l’adrenalina del bambino che si addormenterà prima;
  5. rivolgersi ad un esperto se la regressione si protrae per più di un mese!

Mi rendo perfettamente conto che non è sempre possibile seguire questi 5 punti, ma vi assicuro che provare, quando possibile, ad attenersi a queste regole, vi porterà a dei risultati. Parola di zia!

Conclusioni

La regressione del sonno può portare a momenti di forte stress per i genitori, ma conoscerla ed individuarla è già un buon modo per uscirne vincitori.

Augurandomi che queste informazioni e questi consigli possano esserti stati d’aiuto, ti invito a continuare a seguirci sui social (Instagram, Facebook, Pinterest), dove potrai trovare tutti gli articoli del blog di TANHK. Ti aspettiamo lì!

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