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Dio del sonno, statua.

Divinità del sonno: verso Morfeo e oltre

Tra le divinità del sonno, Morfeo è senza dubbio una delle più note della cultura occidentale. Eppure, secondo l’antica mitologia greca, il dio del sonno è suo padre Hypnos. 

Da cosa nasce, allora, questa confusione? E quante altre divinità del sonno esistono – o sono esistite – sulla Terra? Oggi, sul blog di TANHK, ne osserviamo alcune.

Il dio del sonno greco

Nato all’unione di Erebo e Nyx (l’Oscurità e la Notte), Hypnos è il dio del sonno del pantheon greco. Considerato un dio benefico e buono, Hypnos permetteva ai mortali di riposare dalle fatiche e dalle sofferenze della vita. 

In genere veniva raffigurato come un giovane, nudo, con delle ali sulla testa o sulla schiena, con in mano una verga e un papavero (o un corno) utili a far addormentare gli umani. 

Molto simile è la descrizione più comune di suo figlio Morfeo, il dio dei sogni. Ha anch’esso le ali, ma a volte è giovane, a volte no. “Nella sua mano regge un grappolo di papaveri e, mentre cammina con passi silenziosi sulla terra, sparge dolcemente i semi di questa pianta soporifera sugli occhi dei mortali stanchi” (The Myths and Legends of Ancient Greece and Rome).

Secondo la mitologia greca, Hypnos e Nyx avrebbero dato vita agli Oneiroi (dal greco ‘sogni’) tra cui Morfeo (Morpheus), Phobetor e Phantasus. 

Ognuno dei tre fratelli aveva un ruolo specifico: nei sogni dei mortali, Morfeo permetteva la comparsa di forme umane, mentre Phobetor vi faceva apparire animali o mostri e Phantasos oggetti inanimati o strani. 

A differenza dei suoi due fratelli, però, Morfeo è apparso ai re e agli eroi in sogno per portare messaggi e profezie. 

Gli Oneiroi risiedevano in prossimità del regno dei morti, una vicinanza concettuale che ritroviamo anche tra le leggende māori in cui Hine-nui-te-pō è traducibile con “la grande regina della notte” ma, di fatto, accoglie gli spiriti degli uomini nel regno dei morti.

Uno sguardo all’Egitto

Spostandoci nell’antico Egitto, invece, troviamo Bes, il dio protettore del sonno, oltre che dei bambini e delle donne durante il parto. 

A partire dal I millennio a.C., fenici, greci e cartaginesi portarono la sua immagine in tutto il bacino del Mediterraneo. Si pensa che l’antico nome di Ibiza – Ebusus – derivi proprio da quello del dio Bes. 

Nano dalle gambe arcuate e una folta criniera leonina sormontata da piume di struzzo, ha la pancia cascante ed è quasi sempre nudo o vestito con un corto gonnellino. Ha la lingua di fuori, in segno di aggressività. 

I poteri di Bes erano legati sia alla nascita di nuove vite che al risveglio dopo il sonno notturno durante il quale, secondo gli Egizi, si potevano incontrare in sogno degli spiriti dei morti non sempre benevoli. 

Proprio per questi motivi l’immagine di Bes si trova spesso su oggetti legati alla camera da letto, sui poggiatesta o sull’asse di fondo dei letti (qui puoi scoprire altri interessanti aspetti di Bes).

Il protettore della siesta in Paraguay

Legata ai bambini è anche la figura di Jasy Jatere, il protettore della siesta (oltre che della yerba mate) nella mitologia guaranì, popolare in alcune zone del Sud America, soprattutto in Paraguay. 

Secondo il mito – sopravvissuto solo grazie al passaparola – Jasy Jatere lascia la foresta e vaga per i villaggi alla ricerca dei bambini che si rifiutano di fare la siesta.

Jasy Jatere vuol dire letteralmente “un pezzetto di luna” e pare abbia un bell’aspetto. Viene raffigurato, in genere, come un uomo piccolo o un bambino dai capelli biondi, occhi azzurri, che porta con sé una bacchetta magica o un bastone. 

Pare sia proprio guardando questo bastone che i bambini cadano in trance. E quindi cosa accade?

A seconda della versione della storia raccontata Jasy Jatere appare buono o cattivo.

Nel primo caso, è descritto come un amico dei bambini disobbedienti – che evitano la siesta – e quando li porta in luoghi nascosti della foresta li fa giocare e li nutre con miele e frutta. Alla fine, quando tutti sono stanchi, Jasy Jatere dà loro un bacio magico per riportarli a casa cancellando ogni ricordo di quanto accaduto.

Nelle versioni molto meno idilliache, invece, Jasy Jatere porta i bambini in una grotta dove, dopo avergli cavato gli occhi, li imprigiona per un periodo di tempo incalcolabile, sostenendoli con frutti e bacche selvatiche finché non diventano animali selvaggi. Nei casi peggiori, verrebbero portati da suo fratello, Ao Ao, una creatura cannibale che si nutre della loro carne. 

Si dice che il potere di Jasy Jatere derivi proprio dal suo bastone magico. Se qualcuno riesce a sottrarglielo, crolla e piange come un bambino. In questo stato, gli si possono chiedere i tesori che sta proteggendo in cambio del bastone.

Per conoscere benefici, storia e succose curiosità sulla Siesta clicca sull’articolo qui sotto. 

Riposino pomeridiano: quanto tempo concedersi per fare la siesta

Leggende cinesi legate al dolce dormir 

Anche in Cina, più che una divinità del sonno, esiste la divinità della camera da letto, Chuángshén (床神 “Dio del letto”), che a sua volta si articola nella coppia Chuángmǔ (床母 “Madre del letto”) e suo marito Chuánggōng (床公 “Signore del letto”).

Chuángmǔ è la dea dei letti e di tutto ciò che accade in essi (riposo, sesso, amore e parto, ad esempio).

Per un buon riposo notturno, le dovresti lasciare offerte di tè, vino o cioccolatini con ripieno al gusto di menta (gli “After Eight Mints”); per altre richieste…meglio lasciare offerte più grandi! 

Con Chuánggōng, suo marito, condivide i doveri della camera da letto, e la loro festa coincide con il Festival delle Lanterne. 

Della cultura popolare cinese, meritano un cenno anche i Ménshén (门神, “Dio della porta”). Ne parlo al plurale perché, in genere, sono sempre messi in coppia. Li possiamo rendere come “divinità del sonno tranquillo”: proteggono una stanza, una casa o un edificio da fantasmi e spiriti maligni

Tutto iniziò quando l’imperatore Taizong (r. 626-649 d.C.) iniziò a sognarli. Gli sembravano così reali che pensava ci fosse davvero, lì in stanza, qualcuno pronto ad ucciderlo. 

Così, avendo ormai difficoltà a dormire a causa di questi incubi, mise alcune delle sue guardie più fidate fuori dalla porta della sua stanza, una in piedi su ciascun lato dell’ingresso. Taizong iniziò a dormire meglio e ordinò che le loro immagini fossero dipinte sulla porta. 

La notizia dei “soldati dipinti” si diffuse e presto sempre più persone dipinsero guardiani sulle loro porte e stanze. Queste immagini possono essere viste su molti edifici e case in Cina e altrove. Parte della celebrazione del capodanno cinese è pulire e ridipingere i Ménshén sulle porte.

E se Taizong avesse avuto solo bisogno di un materasso TANHK

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Per scoprire altre curiosità sul mondo del sonno visita il blog di TANHK

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Giovanna Catanzaro

Mi sono laureata in Lingue Orientali perché l’Oriente mi incuriosiva. Poi ho vissuto in Spagna perché amo el baile flamenco. Dopo di che sono impazzita per il copywriting e per questo motivo mi trovi qui (tratto dallo pseudo romanzo “Se mi piaci ti studio”).

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